“Luca Maria Patella Fotografando.. ecc” Virtual Show della Galleria Il Ponte

Curata da Andrea Alibrandi, da oggi fino al 9 settembre, La galleria Il Ponte propone il Virtual Show Luca Maria Patella Fotografando.. ecc” riguardante la mostra dedicata a Luca Maria Patella, artista di ricerca conosciuto per le complesse relazioni semantiche e tecniche elaborate nel suo lavoro: pittura, oggetti-scultura, installazioni, fotografie, films e video, lavori grafici, libri e scritti. La mostra presenta una selezione di opere fotografiche (bianco e nero e a colori) realizzate fra 1966 and 1985.

[…] La fotografia era ed è sotto gli occhi di tutti in maniera massiccia, nella pubblicità, nella moda, come prodotto di consumo diffusissimo; e la pop art l’aveva proposta in questa forma. […] Devo però dire che di fronte alla pop art o all’immagine fotografica proposta dalla pop non c’è stata da parte mia nessuna adesione, quanto piuttosto un atteggiamento critico. Non ho fatto delle cose alla Warhol in quegli anni; al contrario, la mia è stata una reazione alla superficialità per esempio di Warhol.

Ho voluto postulare una presa di contatto con l’immagine fotografica, mediante una calibrazione e una indagine semiologica del campo, una classificazione delle immagini e un’analisi del medium. Ho reagito all’immagine prelevata e mostrata, come poteva essere quella del miglio Warhol; e non intendo riferirmi alle scatolette, alle cose volutamente sminestrate, aggressive.

Invece per me prendere la macchina fotografica significava usare uno strumento che poteva rispondere, farlo agire come Linguaggio e come Prassi, riscattandolo non solo dalla superficialità pop, ma anche dalla iperproduzione e sperimentazoine d’altra parte stereotipa della pubblicità.

In sostanza, significava istituire una razionalizzazione, anzi una razionalità molto precisa e molto dosata del linguaggio fotografico, pur non volendo entrare con ciò nel regno dei fotografi.

[…] Già agli inizi avevo concepito la fotografia non come manipolazione, falsificazione o mistificazione di camera oscura, ma come ‘immagine oggettiva’. ‘Image trouvée’ (e anche ‘image cherchée’); e dicendo ‘image trovée’, intendo unire l’oggettività all’immagine storica, quasi citata dalle avanguardie.

Virtual Show è una nuova modalità per proporre in questo periodo, prima di ritornare alle esposizioni nello spazio fisico, l’attività della galleria. Lo spazio è concepito come la riproduzione fedele di una delle stanze della galleria in cui vengono presentate mostre personali attraverso un selezionato numero di opere.

Biografia

Luca Maria Patella nasce a Roma nel 1934, dove attualmente vive e lavora. Ha vissuto anche in Francia e in Sud America. Il suo background è artistico (a Roma e a Parigi), a partire dal padre Luigi cosmografo umanista / scientifico (Chimica Strutturale: è stato giovane assistente – per i rapporti fra la “Risonanza” e la biochimica – di Linus Pauling, doppio premio Nobel) / e psicoanalitico (dal 1967, con Ernst Bernhard). Lavora come artista, principalmente, dalla metà degli anni Sessanta e i suoi interessi abbracciano sia l’arte che la scienza, utilizzando vari media espressivi sperimentali quali fotografia (diapositive-colore, grandi tele fotografiche virate, stampe colore e b/n e varie tecniche personali), “films-opera”, video, suono, libro, computer, pittura, incisione, installazione. Ha studiato soggetti sia artistici che scientifici ed è stato fortemente influenzato da cosmologia, chimica strutturale e psicologia analitica, divenendo inventivo in tutti questi campi, durante gli anni di Roma e Parigi. Molteplici le sue conoscenze e frequentazioni con artisti e personalità internazionali, tra cui Marcel Duchamp, André Masson, André Breton, Jacques Lacan, Giorgio De Chirico, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini, Lionello Venturi, Roman Opalka, S.W. Hayter, Leo Dohmen, Max Lüscher, Joan Jonas, Paul Watzlavick, Meret Oppenheim, Andy Warhol, Sol LeWitt. Spicca nel mondo dell’arte italiana grazie alla sua invenzione di complesse procedure tecniche e creative. Ha prodotto meticolosi crossover, dalla trasformazione preconcettuale della fotocamera all’assenza di “peso” (moralistico) della cinepresa, dagli ambienti multimediali e interattivi al comportamento, dal suono alla parola, dall’installazione di grandi oggetti-scultura come test “proiettivi” per la scrittura e i “libri-lavoro” (uno dei campi privilegiati della sua ricerca, e che spesso integrano i complessi di opere – Io sono qui (Avventure & cultura), libro proiettivo in atto, ’70-1975; DAN, DEN, PIR, DUCH, Supergruppo Ed., Ravenna 1980; sino a Stazione di Vita / Dichiarazioni Noètiche, (2003)-2016, Morra e Lemme editori associati). E’ attivo anche nel campo della letteratura – saggi (Diderot proto-psicoanalista, Grifo editore, 1984), romanzo e poesia – e della critica. Citiamo un rilevante articolo: “Marcel stripped bare by.. Luca Maria Patella”, Artforum international, october 1988; ..nonché uno recente: “Luca Maria Patella, MUT / TUM”, Doppio Zero, aprile 2017.

Dal 1964, con Luca Patella, Grafica Contemporanea, galleria La Nuova Pesa, Roma, tiene personali e partecipa a molte collettive in Europa e nel mondo, tra le quali si citano la XXXIII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, 1966 (parteciperà a sei edizioni negli anni a seguire: 1972, 1978, 1980, 1986, 1993, 2011); la V Bienal de Paris, 1967 (dove ottiene il premio speciale per la foto e il film); la Biennale di San Marino, 1967; Information, MoMA, New York, 1970; Luca Maria Patella, galerie Lara Vincy, Parigi, 1979; Luca Patella, Museo de Arte Contemporaneo, São Paulo, 1982; Duchamp und die Avant garde seit 1950, Ludwig Museum, Köln, 1988; Temps, la quatrième dimension, Palais de Beaux Arts, Bruxelles; Barbican Centre, London; Museum Moderner Kunst, Wien, 1984-’86; Roma Anni ’70, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1990; Ergo, materia. Arte Povera, MUAC, Ciudad de México, 2010; End of Earth, Land Art to 1974, MOCA, Los Angeles, 2011; GNAM, Roma, 2010-2011 (personale che include una Sfera per Amare – che Palma Bucarelli aveva acquistato alla personale all’Attico, 1969); Roma Pop city, MACRO, Roma 2016; Laura Bulian Gallery e NABA, personale, Milano 2017.

Parallelamente, dagli anni Sessanta, anche la produzione di Patella dei Media è molto vasta attraverso la realizzazione di films sperimentali e animati (in 16 e 35 mm., anche medio o lungometraggi, Terra Animata 1967; SKMP2 1968; Vedo, Vado! 1969 e molti altri), video (Grammatica Dissolvente 1974-1975; Gazzetta Ufficiale di Luca Patella 1974; Viaggio in Luca (Antwerpen) 1976). I Films sono stati restaurati poi con la Cineteca Nazionale di Roma, che li ha recentemente presentati in 35 mm, nella Sala Volpi, alla Biennale Internazionale del Cinema di Venezia. I Video sono stati restaurati presso il laboratorio REWIND dell’Università di Dundee, Scozia. Con la sua compagna Rosa Foschi Patella si è dedicato all’animazione filmica (Corona Cinematografica, 1966) e sempre con lei in quel periodo ha organizzato un Centro Sperimentale di Ricerche Fotocinematografiche, e in esso hanno insegnato, nonché alla Calcografia Nazionale.

Altre mostre antologiche in musei e gallerie, quali Teatro di via Belsiana, Roma 1965; Galleria l’Attico (di Fabio Sargentini), Roma 1968, 1969 e 1974 (Luca Patella e il test Lüscher); Galleria Apollinaire, Milano 1971 (Muri Parlanti); New Italian Art, Walker Art Gallery (Alberi Parlanti), Liverpool 1971; Incontri internazionali d’Arte, Roma, 1972, 1973 e 1987; Reis doorheen Luca Patella, ICC, Antwerpen 1976; La fotografia di Luca Patella, Mantova 1978; Paolini, Patella, Pistoletto, Calgografia Nazionale, Roma 1980; DEN & DUCH dis-enameled (Diderot e Duchamp sverniciati: svariate centinaia di opere, installazioni e teorie – quattro libri – riguardanti Diderot e Duchamp), MUHKA, Antwerpen 1990; Vasa Physiognòmica, Roma, Milano, Köln, Antwerpen dall’82; Patella ressemble à Patella: l’opera 1964-2007, organizzata dalla Fondazione Morra (e con libro-catalogo omonimo), Castel S. Elmo, Napoli 2007; Escher, Chiostro del Bramante, Roma 2014 (fino a Escher a Palazzo Reale, Milano 2017); Ambienti Proiettivi Animati ’64-’84, ampia mostra personale con catalogo omonimo, Quodlibet Editore, MACRO, Roma 2015. Nello stesso anno Videoroom al Boijmans Van Beuningen Museum di Rotterdam, e i Films-opera alla Tate Modern di Londra. Puca Latella, (mostra accompagnata dal “libretto-lavoro” edizioni Ezio Pagano), Galleria Adalberto Catanzaro, Bagheria 2016; La Fotografia di Luca Maria Patella 1965-1985 Miart, galleria Il Ponte, Milano 2017 (corredata da un volumetto in folio a cura di Alerto Fiz); Nuova Collezione del MAXXI, Roma 2017; NON OSO / OSO NON essere (personale), Galleria Il Ponte, Firenze 2017 (con il presente “libro-catalogo”, Gli Ori); Arte mi sia!, Certosa di San Martino, Napoli 2017; Casa Morra, Napoli 2018; Luca Maria Patella. Fotografia & extra media. utile ti sia!, FMAV, Modena 2021.

L’artista è noto per le complesse relazioni semantiche e tecniche elaborate nel suo lavoro: pittura, oggetti-scultura, installazioni, fotografie, films e video, lavori grafici, libri e scritti. Patella è un artista di ricerca conosciuto a livello nazionale e internazionale, e del suo lavoro si sono interessati critici e intellettuali quali Giulio Carlo Argan, Jacqueline Risset, Florent Bex, Michel Baudson, Jan Foncé, Margareth Sinclair Pentland, Bernard Blistène, Pierre Restany, Maurizio Calvesi, Renato Barilli, Gillo Dorfles, Italo Zannier, Harald Szeemann, Claudio Meldolesi, Achille Bonito Oliva, Umberto Eco, Alberto Fiz, Raul Dal Molin Ferenzona, Fernanda Pivano, Ettore Sottsass, Lea Vergine, Alvin Curran, Elio Grazioli, Luciano Marucci, Giuseppe Morra, Stefano Chiodi, Andrea Cortellessa, Laura Leuzzi, Marco Scotini, Francesco Stocchi, Anna Maria Licciardello..

Le sue opere si trovano in importanti Collezioni di Musei, quali lo Stedelijk Museum (Amsterdam), il MoMA (New York), la Fondazione Gordon Matta-Clarck (Anversa), la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, il MAXXI, il Macro e l’Istituto Nazionale per la Grafica (Roma), la Polaroid Corporation (Boston), il Mart (Trento), il Museo di Fotografia Contemporanea (Milano), il CRAF (Spilimbergo), il CSAC (Parma) e le biblioteche nazionali di Paris, Firenze, Roma. Negli anni ha ricevuto premi Internazionali, quali Biennale del Cinema (sezione sperimentale, Venezia, 1969), Premio Pascali (1976), e per la poesia: Grinzane Cavour, Feronia, e Vincenzo Cardarelli (2002). Il ‘Comité des Arts de la Ville de Bruxelles’ gli commissiona per Place de Ninove la grande Magrittefontaine Fisiognòmica in pietra marina locale storica, denominata pierre bleue (2002). Gli è stato anche conferito il Premio per l’Interdisciplinarità del DAMS di Bologna (2003); il XXI Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia, Spilimbergo (2007); il Premio Franco Cuomo, Palazzo Senatorio, Roma (2015). Un mediometraggio sull’opera di Patella (regia Ileana Zaza) vince il Premio DOC dell’Acquario Romano in collaborazione con il MAXXI, Roma (2016). A Luca Maria Patella è conferito il titolo di “Accademico dell’Università di Studi Roma tre” (2016).

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