Lamberto Pignotti “Visibile Invisibile” Dalla collezione Carlo Palli nel centenario della nascita dell’artista

Palazzo Sacrati di Firenze, sede della Regione Toscana, ospita la mostra dedicata a Lamberto Pignotti, del centenario della nascita. Il percorso espositivo, fino al 24 agosto e a cura di Laura Monaldi,  presenta oltre cento opere provenienti dalla Collezione Carlo Palli di Prato – in parte dal suo Archivio e in parte dalle sue donazioni al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci – e copre un arco temporale che va dai giovanili disegni a matita fino ai lavori più recenti, restituendo la straordinaria coerenza poetica e la continua sperimentazione dell’artista. Le opere in mostra documentano i nuclei fondamentali della ricerca verbovisiva di Lamberto Pignotti: i collage su carta stampata degli anni Sessanta, le serie Zero, SouvenirVersus (1969-1970), i francobolli, le scritture su cartoncino del 1968, i frammenti di voce femminile rubati al quotidiano; le cicliche Decomposizioni(1976-1979) e Visibile Invisibile; le serie degli anni Ottanta e Novanta, dai Drink Poem fino ai collage degli anni Novanta e Duemila, dove scrittura, immagine e ironia si fondono in un unico, inesauribile sistema di senso.

Lamberto Pignotti VISIBILE INVISIBILE è l’esposizione che pone lo spettatore al centro della riflessione radicale sulla saturazione visiva e verbale della società contemporanea e la consapevolezza che il linguaggio – verbale o iconico – non è mai trasparente, vuoto o silenzioso. La mostra raccoglie questa lezione e la restituisce nella sua piena coerenza, dall’ironia tagliente dei collage degli anni Sessanta fino alle raffinate stratificazioni semiotiche delle opere più recenti.

 «Nel centenario della nascita di Lamberto Pignotti, la mostra ripercorre oltre sessant’anni di una delle ricerche più radicali della neoavanguardia italiana. Poeta, teorico e operatore visivo, Pignotti fonda a Firenze nel 1963, insieme a Eugenio Miccini, il Gruppo ’70, dando avvio a una stagione che mette in discussione i confini tra parola e immagine, tra letteratura e comunicazione di massa.

Il percorso espositivo attraversa le diverse fasi della sua poetica: dai collage degli anni Sessanta e dalla serie artistiche più famose fino ai cicli più recenti. Attraverso il collage verbo-visivo, Pignotti trasforma il linguaggio della pubblicità, della stampa e dei mass media in materiale poetico, restituendo alla scrittura una funzione critica nei confronti della società dei consumi.

Oggi, a distanza di decenni, quelle esperienze appaiono straordinariamente anticipatrici. La dissoluzione dei confini tra le arti, l’ibridazione tra parola e immagine, la centralità del dispositivo tecnico, la partecipazione attiva del fruitore: elementi che appaiono ormai strutturali nell’ecosistema culturale contemporaneo erano già al centro delle sperimentazioni degli anni Sessanta. La cultura digitale, con la sua configurazione reticolare e multimediale, trova nelle pratiche intermediali di quel periodo un precedente sorprendentemente lucido. Rileggere la poetica di Lamberto Pignotti, significa interrogare le origini di una sensibilità che è divenuta la nostra.

A un secolo dalla nascita, la lezione dell’intellettuale risiede nella necessità per la poesia di rinegoziare costantemente il proprio rapporto con la lingua contemporanea, senza isolarsi né omologarsi. Attraverso la contaminazione dei linguaggi, egli ha ridefinito il ruolo della poesia, trasformandola in un dispositivo critico per interpretare il presente, offrendo strumenti ancora validi per comprendere l’odierna complessità estetica e mediale». Laura Monaldi

Lamberto Pignotti nasce a Firenze nel 1926, dove si laurea e risiede fino al 1968, anno del trasferimento a Roma. Già nel 1944, assimilata la lezione delle avanguardie storiche, avvia le prime sperimentazioni di arte verbovisiva. A metà degli anni Cinquanta inizia l’attività saggistica, orientata alla critica militante e all’attualità culturale, con collaborazioni regolari a quotidiani e periodici nazionali («Paese sera», «La Nazione», «L’Unità», «Rinascita») e a programmi RAI.

Negli anni Sessanta concepisce e teorizza le prime forme di “poesia tecnologica” e “poesia visiva”, di cui cura nel 1965 la prima antologia. Nel 1963 è tra i fondatori del Gruppo 70 e partecipa pochi mesi dopo alla formazione del Gruppo 63. Dal 1971 al 1996 insegna prima alla Facoltà di Architettura di Firenze e poi al DAMS di Bologna, sviluppando corsi dedicati ai rapporti tra avanguardie, mass-media e new-media.

La sua ricerca artistica si fonda sull’interazione tra codici eterogenei — linguistici, visivi, sonori, olfattivi, gustativi, tattili, comportamentali, spettacolari — dando vita a una produzione multimediale e sinestetica che comprende: happening e performance, “Poesie e no”, cine-poesie, cassette logo-musicali, libri oggetto in plastica, poesie da toccare, da bere, da mangiare, “chewing poems” e, naturalmente, poesie visive realizzate attraverso collage o interventi su fotografie di cronaca, moda e pubblicità.

Ha pubblicato opere di poesia, narrativa, saggistica e poesia visiva presso i principali editori italiani (Mondadori, Einaudi, Marsilio, Laterza, Skira, tra gli altri). È incluso in numerose antologie italiane e straniere ed è oggetto di una vasta letteratura critica. Nel 2025 le edizioni Mimesis pubblicano, a cura di Teresa Nocita, le Opere letterarie, che raccolgono l’intera produzione poetica e prosastica.

Sul piano espositivo, ha partecipato alla Biennale di Venezia in sei edizioni (1966, 1972, 1978, 1980, 1986, 1993), a Documenta 5 (Kassel, 1972) e alla XI Quadriennale di Roma (1986). Le sue opere sono conservate in istituzioni italiane e internazionali. Nel 2023 il suo compendio archivistico e librario è stato dichiarato di interesse storico dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio e acquisito dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, che gli ha successivamente dedicato la mostra Originali.

In occasione del centenario della nascita, la sua figura è al centro di un ciclo intenso di mostre, pubblicazioni e convegni in tutta Italia e all’estero, che confermano la centralità del suo contributo alla storia dell’arte e della poesia del Novecento.

 

Lamberto Pignotti | Visibile e invisibile

 

Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati

Piazza Duomo 10, Firenze

 

lun – ven 10.00 – 12.30 | 14.00 – 16.30

sab 10.00 – 12.30

 

Prenotazioni

tel. 055/4385616

lun – ven: 09.00 – 13.00

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